Gli ITS

Con l'anno scolastico 2012-2013, è partito il Piano ITS – Istituti Tecnici Superiori, per l’istituzione di un canale di istruzione terziaria non universitaria che prevede, in prima battuta, il funzionamento su tutto il territorio nazionale di 58 “fondazioni”. Con gli ITS il sistema scolastico si arricchisce di un’offerta formativa post-secondaria integrata di istruzione, formazione e lavoro: essa si sviluppa in parallelo ai percorsi universitari e sostituirà, in parte e in modo progressivo, i numerosi preesistenti corsi accademici a carattere tecnico-professionale. E’ importante sottolineare che gli ITS non sono un prolungamento della scuola superiore (sesto e settimo anno), ma corsi professionalizzanti di alta specializzazione tecnica realizzati secondo i modelli internazionali più avanzati (le SUPSI svizzere, le IUT francesi e le Fachhochschule tedesche). La loro gestione non sarà affidata a una singola istituzione scolastica o a un Ateneo ma a fondazioni costituite da scuole, università e imprese che rappresentano un’autentica integrazione tra istruzione, formazione e lavoro. Alla loro nascita hanno contribuito 16 regioni, con il coinvolgimento di 110 istituti tecnici e professionali, più di 60 tra province e comuni, 200 imprese, 67 tra università e centri di ricerca, 87 strutture di alta formazione ed altri soggetti pubblici e privati, comprese le Camere di Commercio. Costituiranno, dunque, partnership con le imprese; svilupperanno cultura tecnologica per i giovani e per gli adulti occupati e contribuiranno ad una nuova valorizzazione del “made in Italy” e al rilancio dell’apprendistato. Per favorire l’occupabilità dei giovani ed essere funzionali anche al sistema economico nazionale, promuovendo lo sviluppo e la competitività del paese, gli ITS dovranno creare competenze realmente rispondenti alle esigenze delle imprese e alla specifica identità culturale e formativa del territorio. Il Miur, insieme alle Regioni, monitorerà ed accompagnerà lo sviluppo degli ITS. Per definire le competenze comuni e le competenze specifiche delle singole aree tecnologiche, verrà osservato il principio di sussidiarietà e del rispetto dell’autonomia dei soggetti formativi, al fine di garantire la spendibilità dei diplomi finali su tutto il territorio nazionale e di lasciare ampi spazi per rispondere alle esigenze del territorio. I corsi dureranno mediamente 4 semestri per 1800/2000 ore e prevedranno didattica in laboratorio e tirocini obbligatori per almeno il 30% del monte orario complessivo, anche all’estero. Il 50% dei docenti apparterrà al mondo del lavoro e delle professioni. Il titolo rilasciato è Diploma di Tecnico Superiore con l’indicazione dell’area tecnologica e della figura nazionale di riferimento (V livello del Quadro europeo delle qualifiche – EQF).

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